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LUNA è il quarto nome del Dio Unico sardiano: anch’esso peraltro condiviso in tutto il Mediterraneo e nel Vicino Oriente. Oggi per noi quell’antico termine indica banalmente la ‘luna’ in quanto materia cosmica. Wagner rimase stupefatto della bellezza poetica dell’espressione /unas de sabone ‘bolle di sapone’. Ma egli non indagò la causa di quel termine identico in tutto il Mediterraneo (salvo allacciare ©l lemma sardo alla solita idea coloniale di cui tutti i linguisti sono invaghiti (sardo /una < lat. luna, it. luna). In realtà la base etimologica è il sum. lu ‘divampare’ + nu ‘creatore’, nu ‘sperma, genitali maschili”, col significato di ‘(Padre) creatore luminoso’. Presso i Sumeri la Luna era un Dio, non una Dèa, ed era considerato il Dio fecondatore dell’Universo. Insomma, scopriamo che non dall’Urbe proviene questo magnifico vocabolo sacro, ma ne scopriamo la natura autoctona, condivisa da parecchi millenni nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente.
Considerata l’arcaica antichità dei cognomi sardi, tra quelli riferiti alla Luna c’è pure Musili, cognome che fu un termine sacro sardiano, con base nel sum. Mus ‘dio della Luna’ (SLCN 318) + akk. Ilu ‘Dio’, col significato di ‘Dio-Luna’. Cfr. sum. mu$ ‘faccia, apparenza’ (con riferimento all’aspetto del dio).
Sempre in relazione alla Luna, occorre ricordare barca!, un’interiezione ancora molto viva ad Ovodda. Essa è, con tutta evidenza, antichissima, precristiana, e va raccordata al paniere di interiezioni in uso a quell’epoca, tutte quante rivolte al Dio Sommo o alla sua Paredra. Barca! non può avere altra base etimologica che l’akk. warhum ‘Dea Luna’.

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