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ACCOḌḌI. Monti d’Accoḍḍi sta in territorio sassarese lungo l’ex statale 131 in direzione Porto Torres. Non si tratta di un vero “monte” ma di un piccolo rilievo (tell), il quale una volta scavato diede alla luce un perfetto ziqqurat, alto oltre 9 m, datato nell’ambito della Cultura di Ozieri (circa 3500 a.C.). Questo è l’unico ziqqurat del Mediterraneo occidentale.
L’etimo non è stato indagato da nessuno, a meno che non mettiamo nel conto quei buontemponi che pongono Monti d’Accoddi tra i siti sardi dedicati alla prostituzione sacra, e ciò in base all’unico indizio che Accoddi può smembrarsi nel sardo A coḍḍi? = ‘Vuoi fornicare?’ (vedi Francesco Murroni: La Sardegna preistorica e il Mediterraneo antico, 87-88).
In realtà, d’Accoḍḍi, oggi interpretato come Accoḍḍi preceduto dal genitivale de, in origine era un composto sardiano basato sull’akk. dâku(m) ‘to kill’, ‘abbattere, diroccare’ + ullû(m) ‘esaltato’ (riferito a un dio o a un luogo sacro). Può interpretarsi quindi come ‘Monte sacro diroccato’, nome creato dai residenti dopo che (nel Medioevo) non era più considerato come un altare destinato alle funzioni sacre. Ma sembra più congruo vedere in questo ziqqurat uno dei soliti luoghi sacri dove, alla presenza del popolo in adunanza, venivano sacrificate agli dei le vittime umane. In tal caso Monti Daccoddi significò (sempre in epoca medievale) ‘Altura dei sacrifici umani, delle uccisioni’.
Ma forse pure il primo membro Monti è una paronomasia che in questo caso nasconde l’ug. Motu ‘Dio della morte’ < akk. mūtu(m) ‘Morte’ (demone o dio) + akk. dâku(m) ‘uccidere persone’ + ullû(m) ‘esaltato’ < elû ‘altissimo’. In questo caso il tri-composto farebbe riferimento ai sacrifici umani sull’altare dello ziqqurat, e significherebbe a un dipresso ‘(luogo degli) esaltati, dei santi, sacrificati al Dio della morte’. Vedi Monti e Montresta. Tuttavia il terzo membro di Monti-Dacc-oddi può nascondere l’akk. uddu ‘pira, catasta di legna’, con un significato definitivo di ‘(altare) dove si bruciano le vittime sacrificali’. Siamo al 3500-2800 a.e.v., in piena epoca sumerica.

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