I Sumeri. II parte

I Sumeri. Chi ha letto l’Introduzione Metodologica al NOFELSA nonché la mia Grammatica Storica della Lingua Sarda, è informato della mia scoperta scientifica relativa alla Ursprache Mediterranea, evidenziata proprio dalle tavolette sumeriche e sumero-accadiche. Paradossalmente, nella Mezzaluna Fertile la lingua sumerica scritta svanì attorno al 1000 aev. (nonostante che gli Assiri l’abbiano tramandata per iscritto […]

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Il Natale

NATALE ERA LA PIU’ GRANDE FESTA DELL’ANNO. PUḌḌU (Méssa di Buḍḍu) in tutta la Sardegna (Missa de Buḍḍu, Missa de is Puḍḍas) è la ‘Messa di Natale’, celebrata la sera del 24 dicembre in ora tale che il momento della nascita di Gesù corrisponda regolarmente con la mezzanotte.Wagner è convinto che tale Messa abbia a

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Termini della musica sarda sopravvissuti

Fortunatamente non tutto il patrimonio lessicale della musica antica della Sardegna è scomparso. Oltre ai vocaboli conculcati e negati che sono riuscito a restituire in pristino (e proporrò nel capitolo seguente), sono sopravvissuti anche dei vocaboli di per sé positivi (che non hanno subìto una forzosa metamorfosi semantica) e che, sommandosi a quelli negati, consentono

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I Sumeri

I SUMERI. Furono un popolo poco o molto misterioso: la quantità attribuibile all’aggettivo dipende dalla prospettiva d’indagine. Furono chiamati Šumeru dagli Accadici e dai Babilonesi (v. H. Hunger Babylonische und Assyrische Kolophone: AOAT 2). Beninteso, ogni popolo li chiamò a proprio modo. Scopriamo che gli Egizi li chiamavano Sangar, gli Ebrei Shinar. Da sé stessi

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6. I Candelieri di Sassari

Duole molto non aver potuto valutare se la metrica fenicia (o semitica lato sensu) avrebbe eventualmente corrisposto alla metrica dei lamenti testè riprodotti, poiché non ci è dato conoscere i fenomeni musicali o prosodici del Vicino Oriente. Per il lamento funebre sardo mi debbo accontentare di citare la metrica greca, la quale è nota; quindi

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4. Sa cantzòni sarda

Paolo Zedda1 scrive che in Sardegna «Le cantzonis fanno parte di un tradizionale genere narrativo. I cantadoris le eseguono spesso al termine delle loro gare poetiche con l’accompagnamento della chitarra o, in altri contesti, affiancate alla copertura armonica delle launeddas o della fisarmonica. I testi non sono frutto diretto della improvvisazione ma vengono più spesso

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Su cantu de sei

3. Su cantu torráu; su cantu de séi Etimologia. I due nomi di canto indicati in questo titolo sono campidanesi. Il primo, per definizione, indica il canto ‘restituito, contraccambiato’ (dall’akk. turru ‘turnato, rivoltato, ricambiato’); un canto tipico delle dispute poetiche, esercitato mediante su mutettu; gli antichi greci lo chiamarono amebéo (da ἀμοιβή ‘corrispondenza, ricambio, permuta,

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Su cantu a tenòre

TENÒRE. A scrutarlo bene, tutto il lessico della musica sarda è un ammasso di paronomàsie, fin troppo evidenti, direi, ed anche questo termine sardo, bolsamente accostato a quello italiano, rientra in un campo semantico mai seriamente indagato, se non da me e dall’etnomusicologo Andrea Deplano, il quale rammenta che in Baronia, come nella gran parte

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